sabato 21 marzo 2026

Noi siamo infinito

Noi siamo infinito è un film sul periodo adolescenziale inteso come intensificazione degli stimoli del corpo e della mente a contatto con l’ambiente e insieme come mitologia.
La mitologia rende epici e “grandi” i cambiamenti delle sfere dell’eros e dell’amicizia che si prendono la mano per accompagnarci con un senso di empatia e di calore nei sentieri della trasformazione.
C’è la droga e c’è il trauma del sesso.
Apparentemente il sesso è legato a una questione sospesa di pedofilia che riporta indietro nel tempo, ma acquisisce lo status e i colori del trauma se attivato nel contesto di quella trasformazione.
Lo spazio fra i corpi è contiguo e ipersensibile e acquista suo malgrado una dimensione perturbante.
È un film perturbante che sfrutta lo stratagemma narrativo del trauma pedofilo (rimosso) per parlare dell’approccio traumatico all’eros in contesto psicologico di una naturale sessuofobia.
Siamo impreparati all’eros e al sesso quando ci impattano violentemente e viviamo la nostra forma di disagio.
Questa esperienza perturbante è messa a fuoco con gli occhi di un adolescente che si lascia travolgere dall’ammirazione macroscopica nei confronti dei propri compagni di scuola più grandi.
Tutto è più grande e tutto è memorabile, tutto si riveste di una coltre seducente dove però la perfezione del qui ed ora, nell’esperienza adolescenziale, si sposa con il sentimento opposto della perdita del controllo e di una subalternità rispetto all’ambiente sociale ed erotico suggerito dalle presenze degli altri.
In Noi siamo infinito il gruppo degli amici diventa allora il viatico e al tempo stesso la materia del viaggio dell’adolescente: il punto di riferimento e al tempo stesso l’ostacolo intimo da superare.
Il gruppo è un vettore di forze in cui siamo catapultati, che ci rende sprovvisti restituendoci i passi della nostra crescita come se fossimo giganti.

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