Eleonora è la persona più bella che ho incontrato a Solaris.
È la vicepresidente dell’associazione ma non ha l’aspetto serio e severo di Antonella, che è la presidente.
Mi sono avvicinato a lei un giorno regalandole il mio libro Antonio e Maria Renata.
Lei ha apprezzato il libro e il regalo e alla fine libro dopo libro le ho regalato tutta la mia opera poetica.
Mi ha detto che sono una persona coraggiosa.
Eleonora mi ha detto che ho costruito la mia vita che è una “vittoria” (tra virgolette) che ho raggiunto con grandissime difficoltà e sofferenze.
Eleonora a Solaris rappresenta l’antro del carnevale che ti accoglie.
I suoi colori sono colorati e rappresentano i coriandoli che ti sputa in faccia quando entri.
Eleonora rappresenta un investimento forte nell’amicizia con tutti gli utenti, si capisce perché è la persona deputata all’accoglienza.
È una persona che ha introiettato intimamente il Sessantotto e lo riporta nelle pagine di Solaris come l’antro del carnevale che accoglie l’emarginato.
Eleonora investe nelle relazioni comunque, fin dove è possibile, e adora le persone con cui fa amicizia.
Le porta a casa e le ospita: ha con loro un atteggiamento franco.
Fra queste persone c’è Imara e si sono fatte un sacco di risate insieme.
Fra queste persone ci sono anch’io anche se non ho l’età di Eleonora e non ho mai dormito a casa sua.
Con Eleonora ho percepito la bellezza del gruppo.
Mi ha aiutato a trovare la chiave di violino del sorriso segreto e dell’entusiasmo estremo della comunità.
Non saprei immaginare l’ambiente di Solaris senza il suo buffo profilo.
Tutto diventa buffo con Eleonora, anche Antonella, e tutto si prende sul serio diventando pasta dello stesso progetto bizzarro e della stessa energia del comico.
Io penso intimamente che Eleonora sia una madre liberata perché non è una mamma chioccia.
È figlia del Sessantotto e il suo valore è la libertà della persona che si coniuga con l’antro della festa di carnevale.
A Carnevale il mondo è libero e il mondo è in festa.
Quando sono diventato amico di Eleonora?
Credo un po’ di tempo fa e da allora le mando moltissimi dei miei messaggi letterari.
L’ho fatto un po’ perché lei dirige la rivista di Solaris Pausa caffè ma mi rendo conto che ci ho preso la mano.
Credo sia successo perché lei mi ha ricordato la mia figura materna che è molto diversa dalla sua e anche se lei non ha mai manifestato insofferenza penso che un giorno con un abbraccio e uno sputo di coriandoli mi riporterà sulla giusta strada.