lunedì 4 maggio 2026

La scrittura pornografica

La mia scrittura da tempo si costruisce sul senso di colpa di dare fastidio alle persone con la mia presenza ingombrante e la condivisione dei miei testi.
Questa condivisione ha qualcosa di pornografico come mi insegna l’incubo di stamattina.
La vicina di casa telefonava a mia moglie e le diceva che i titoli del mio blog erano ingombranti e pornografici.
Penso alla pornografia come simbolo perché riguarda le dimensioni dell’esposizione e dell’osceno.
Mi sento osceno nel momento in cui mendico un tassello in più della mia visibilità.
La mia rubrica WhatsApp è stata tempestata dai miei post e dai miei scritti anche e soprattutto quando erano scritti di poesia perché li ho mandati e li mando a tutti.
Mi sento soprattutto in colpa nei confronti delle donne e comunque di alcune donne che polarizzano la mia attenzione.
Eleonora, ad esempio, l’ho distrutta di messaggi; anche Carla.
Mi sembra calzante il paragone con la pornografia perché c’è una dimensione “libidica” in tutto questo.
C’è una dimensione pulsionale, c’è la compulsione.
Dietro il mercato della pornografia si nascondono e si pesano dollari di libido e di pulsione al di là di una qualificazione o quantificazione del godimento.
L’importante è che aprendo un popup sempre più nuovo si attivi il flusso esponenziale del quantum della pulsione.
Io le finestre le apro tutte e sono le mie caselle WhatsApp.
Il flusso dei messaggi passa ininterrotto.
La comunicazione telematica in quel momento acquista il livello del tatto.
Tocco l’altra persona nel momento in cui la raggiunge il mio messaggio.
È un’illusione del senso del tatto che si sente, in modalità speculari, anche nel tutto immersivo del quadrante pornografico.
Nella scrittura pornografica che è quella che pratico quotidianamente tutto nasce dal web in una congiunzione tutta particolare fra testo e comunicazione.
Il testo coincide con la comunicazione fin dall’origine e viene perciò stesso imposto agli altri.
Non tutte le persone che tocco dall’altra parte dello schermo si sentono violate come in una “seduta” di pornografia.
Fra queste persone ci sono alcuni individui che proprio non possono essere assimilati a un processo pornografico.
Sono i miei familiari stretti, in primis mia moglie che mi legge sempre.
Se dovessi pensare a queste persone, e in particolar modo a mia moglie, dovrei rivoluzionare completamente l’impianto di questo post.
Non mi sentirei in colpa, non mi sveglierei dall’incubo di stamattina con la vicina.
Con Rachele io scrivo per lasciare un segno in questa vita che le possa essere caro nel tempo.
Tutto si rivolge in una ricerca profonda dell’altro che si estende nel tempo.
Stando agli stessi scritti, scissi dalla dimensione violenta della comunicazione su WhatsApp, lo stesso accade anche con le altre persone: quelle a cui voglio comunicare qualcosa di personale per lasciare un segno.
Eleonora, Carla e tutti gli altri.
La scrittura pornografica è un demone che lascia realizzati dei fiori.

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