Maria Paola Marchini si è laureata in psicologia e ha lavorato per 22 anni come maestra elementare e, poi, per 18 anni come psicopedagogista in un istituto comprensivo (materna, elementare e media inferiore).
Per Solaris APS ha ideato il laboratorio Mettiamoci in gioco che codirige con Rita Mastrosanti.
È una volontaria.
Francesco Di Benedetto
Cara Paola,
cosa ti ha spinto ad abbracciare il volontariato a Solaris?
Maria Paola Marchini
Conosco la Solaris da quando mia figlia Francesca è stata nella comunità di via Sabrata circa 8/9 anni. La psicologa della comunità me la raccomandò e da allora la frequento con molto piacere.
Mi piace l’associazione, lo scopo che persegue, le persone che ne fanno parte. Inoltre frequentare Solaris mi ha aiutato a superare i miei sensi di colpa verso mia figlia.
Quando ho visto che tante belle persone avevano i miei stessi problemi mi sono sentita meno sbagliata. Così ho pensato di restituire qualcosa all’associazione di quello che mi era stato dato, perciò sfruttando la mia esperienza a scuola ho ideato il laboratorio Mettiamoci in gioco.
Francesco Di Benedetto
Esattamente in che cosa consiste il tuo laboratorio?
Perché poni l’accento sul “gioco”?
Che cosa significa per te il gioco e a quali vissuti lo associ?
Il gioco può essere serio?
Maria Paola Marchini
Il mio laboratorio vuole lavorare in forma ludica ma anche riflessiva sulle emozioni e sulle relazioni. Il gioco è un bellissimo modo per imparare divertendosi. Non so cosa significhi per me il gioco. Mi viene da pensare che nella mia vita ho sempre dato la precedenza all’impegno e alla fatica, probabilmente far giocare gli altri diverte molto anche me. In ogni caso i nostri giochi possono essere anche molto seri e le riflessioni che ne emergono lo dimostrano pienamente.
Francesco Di Benedetto
Che cosa trovi del gioco nell’esperienza concreta del laboratorio?
Che cosa trovi estraneo al gioco nell’esperienza concreta del laboratorio?
Perché si instaurano anche situazioni di malessere?
Maria Paola Marchini
Le attività che vengono proposte all’inizio del laboratorio sono sempre ludiche e in genere piacevoli, nella seconda parte ciascuno può parlare dei propri vissuti, ricordi, sensazioni e riflessioni sull’esperienza. Può accadere che alcune delle esperienze che viviamo nell’ambito del laboratorio suscitino emozioni o ricordi dolorosi tuttavia la possibilità di condividere con gli altri tali vissuti ridimensiona l’impatto e consente, a volte, di alleggerire il carico di dolore.
Francesco Di Benedetto
Qual è la tua gratificazione con Mettiamoci in gioco?
Maria Paola Marchini
Amo questo laboratorio, mi diverte molto e la soddisfazione che spesso vedo nei partecipanti quando se ne vanno mi gratifica tantissimo.
Francesco Di Benedetto
Ti sei affezionata ai partecipanti del tuo laboratorio?
Che cosa provi ogni volta che ci riuniamo per Mettiamoci in gioco?
Perché ci siamo affezionati al tuo laboratorio nonostante possa diventare anche molto perturbante?
Maria Paola Marchini
Il gruppo che si è formato nel tempo è un gruppo bellissimo di persone felici di reincontrarsi ogni volta. Non è mai stato necessario ribadire le regole del gioco in quanto fin da subito le persone si sono mostrate estremamente rispettose le une verso le altre. Quindi sì, mi sono affezionata a tutti e mi fa piacere incontrarli ogni due martedì.
Il laboratorio non ha finalità terapeutiche, tuttavia la possibilità di esprimersi liberamente e sentirsi accolti senza essere giudicati fa bene allo spirito e consolida la fiducia in sé stessi e negli altri.
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