lunedì 20 aprile 2026

La guarigione

Lourdes è il film di Jessica Hausner del 2009. Per me fu un momento eclatante: un climax a suo modo nella mia coscienza. Penso che il tema sia l’invalidità (attenzione: parlo di invalidità e non semplicemente di disabilità). L’occhio diventa progressivamente quello dell’invalido ed esplode in una visione epifanica ed emotiva nel finale. Il finale ha la plasticità della scena tragica, è asciutto e costringe il campo visuale come il resto del film ma fa esplodere le emozioni. La canzone è Felicità di Albano e Romina che può essere anche una canzone terribile (nel senso del tragico), e qui si vede. Per me tutto il film è questa canzone finale; nel senso che tutto tende qui e tutto è in prospettiva questo. Una caduta, l’impossibilità di muoversi, la festa degli altri. Perché dico che è un film sull’invalidità e non sulla disabilità? Pende il giudizio degli altri che facciamo proprio in questa società edonistica. Siamo messi di spalle a guardare un ballo scatenato dove si cimentano anche i preti e le suore. Eppure questo ballo è bellissimo perché corrisponde alla pienezza del nostro stesso sguardo: una tragica visione. Ho visto il film in lingua originale al tempo in cui passò a Venezia. Non capisco perché sia praticamente dimenticato. L’ho visto il giorno del mio compleanno che ho passato da solo. Non avevo ancora fatto sesso, non avevo ancora conosciuto l’amore. Per me la socialità non era una gioia. Mi sentivo solo in quella giornata paradigmatica della mia vita. Fu un affronto alla mia coscienza, un passo in avanti che ho tenuto caro. Se dovessi pensare a una mia personale storia nello spettacolo, inizierei da qui: dall’ultima sequenza di Lourdes. Tuttavia mi è molto difficile oggi centrare il concetto di questa sequenza che sembra ripresa in soggettiva ma non lo è affatto, perché mi sento sempre meno invalido e mi sento sempre meno solo. Penso che sia stato fondamentale fare il punto sulla mia condizione di “invalidità” allora per poter spingere in tutti i modi per cambiare. Con il sesso, con l’amore e con la socialità.

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